Myanmar: la fuga dei Rohingya

Martedì, 19 Settembre 2017 Scritto da 

Da diverse settimane nello stato di Rakhine, in Myanmar è in corso una campagna coordinata di incendi sistematici dei villaggi Rohingya. A partire dal 25 agosto, l’esercito di Myanmar ha lanciato un’operazione militare a seguito degli attacchi del gruppo armato Esercito di salvezza dei Rohingya dell’Arakan (Asra) contro una serie di posti di blocco della polizia. Da lì si sono registrati almeno 80 vasti incendi in aree abitate. Le prove di quanto accaduto sono state raccolte grazie all’analisi dei dati dei rivelatori satellitari antincendio, delle immagini satellitari, delle riprese fotografiche e video dal terreno, così come decine di testimonianze in Myanmar e in Bangladesh. Soltanto nelle ultime settimane sono state oltre 400 mila i Rohinga fuggiti in Bangladesh.In una nota ufficiale la direttrice di Amnesty International, Tirana Hassan, ha affermato che “Le prove sono inconfutabili: le forze di sicurezza stanno dando alle fiamme lo stato di Rakhine in una campagna mirata per costringere i rohingya a lasciare il paese. Non c’è alcun dubbio: si tratta di pulizia etnica“. “Il modello è chiaro e sistematico. Le forze di sicurezza circondano un villaggio, sparano alle persone in fuga e in preda al panico e poi danno alle fiamme le abitazioni. In termini giuridici, questi sono crimini contro l’umanità, ossia attacchi sistematici e deportazione forzata di civili“, ha precisato Hassan. Anche San Suu Kyi, leader politica della Birmania e premio nobel per la pace, ha rotto il silenzio sul dramma della popolazione Rohingya, una minoranza musulmana sistematicamente perseguitata. Anche San Suu Kyi ha condannato le violazioni dei diritti umani.

Fonte: Amnesty International